In carcere il Natale è il giorno più triste dell'anno, il più difficile da sopportare. Le festività natalizie, che contengono molti giorni di vacanza, di gioia, di incontri con le persone che amiamo, in carcere sono giorni di silenzio, dove non succede niente, le attività si fermano le uscite dalle celle o dai reparti sono ridotte solo alle ore d'aria... |
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A tre anni dalla sperimentazione del progetto pallone equo, Transfair Italia mette in evidenza gli effetti postivi che il progetto ha innescato nelle regioni pakistane interessate... |
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Il villaggio So.Spe. l' ho visto crescere quasi dal nulla. Ho conosciuto Sr.Paola e aldila' del fatto che e' laziale (!!) e' veramente in gamba. Nel nostro piccolo io e Chiara, a dire il vero piu' Chiara che io, partecipiamo a questa esperienza che e' davvero coinvolgente. Il sito e' molto chiaro ed il villaggio So.Spe. e' descritto abbastanza bene. Quando pero' si conoscono da vicino le ragazze che vi sono ospiti e' difficile farne a meno. |
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Nel giugno del 1991 il conflitto in Slovenia apriva la tragica sequenza delle guerre jugoslave. La crisi durò pochi giorni, ma la speranza che altrove si riuscisse a parlare un linguaggio diverso da quello delle armi fu presto spazzata via: arrivò il tragico autunno della guerra serbo-croata che ebbe nella città di Vukovar il suo drammatico epicentro, lassedio di Sarajevo, i massacri in Bosnia fino alla più recente guerra in Kosovo. Ora la speranza è che sia giunto dopo tutto questo, il tempo dell pace vera, non di una pace armata, non di una pace che attende la prossima guerra, non di una pace finta dove si convive in mezzo all'odio. Una pace che però deve essere costruita, aiutata, seguita anche da chi sta fuori e magari si sente rassicurato e ha già dimenticato le guerre Jugoslave perchè non fanno più notizia. Lo sport ha un debito verso questa pace: fu uno dei bastioni che resistette più a lungo prima di cedere al "tutti contro tutti" della guerra; è oggi uno dei luoghi e dei modi in cui una nuova convivenza può e deve essere aiutata. Da tutto questo nasce l'idea di poter continuare a tenere per mano il filo di una solidarietà verso quei popoli che anche tra mille contraddizioni, momenti di minore o maggiore attenzione, non si è mai spezzato. Tente squadre, tanti giocatori, tanti dirigenti italiani si sono recati in questi anni nella ex Jugoslavia. Tanti croati, sloveni. serbi, bosniaci, kosovari sono stati invitati da noi. |
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