[15.01.08] - Il Romanista
romanista_150108DAMIANO HA AFFRONTATO DOMENICA LE MERENGUES CON IL SUO LEVANTE E CI DÀ LA CARICA PER LA CHAMPIONS
 
«Non è Real come sembra»

 
Tommasi: «La Roma può eliminare la squadra di Schuster, potevamo batterla»
 
di Daniele Giannini
«Il Real Madrid non è irresistibile, la Roma col suo gioco lo può mettere in difficoltà». A dare speranza ai giallorossi in vista degli ottavi di Champions League è Damiano Tommasi. Un giudizio doppiamente importante perché dato da chi le merengues le ha affrontate. E da pochissimo. Domenica il Levante di Damiano, ultimo nella Liga, ha rischiato di fare il colpaccio prima di essere sconfitto 2-0 nel finale.

Che ne pensi di questo Real?

«Ieri (domenica, ndr) non mi hanno fatto certo una grande impressione. Non so se per bravura nostra o per una loro mancanza di motivazioni visto che affrontavano l'ultima in classifica e magari pensavano che prima o poi il gol in qualche modo sarebbe arrivato. Ma, andando a contare, abbiamo avuto più occasioni noi di loro».

Come mai hanno faticato?

«Beh, intanto gli mancava Diarra, uno che in mezzo al campo sta facendo tanto. E non c'era neppure Sergio Ramos, che è capace di creare la superiorità numerica in avanti, oltre ad essere uno dei migliori a difendere».

La difesa non è impenetrabile.

«Se il migliore in campo è spesso Casillas, qualcosa vorrà dire... Il Real è una squadra che concede sempre delle occasioni agli avversari ma che al tempo stesso concretizza al meglio le poche favorevoli che ha. Una palla buona e van Nistelrooy fa gol».

Oltre all'olandese chi ti ha impressionato?

«E' tutto il campionato che Pepe e Cannavaro stanno facendo bene».

A cosa dovrà fare particolarmente attenzione la Roma?

«Ai calci piazzati, loro sono particolarmente abili a sfruttarli, soprattutto con Sneijder che la mette bene in mezzo. E con palle così salgono in tanti a colpire».

Alla Roma servirà un'impresa per passare ai quarti?

«Il Real non è così irresistibile come sembra, sicuramente è meno forte di quello incontrato dalla Roma nelle scorse edizioni della Champions. Ma c'è da considerare che loro puntano tutto sull'Europa. E' il loro obiettivo numero uno».

A confronto con il Real dello scorso anno, quello di Capello?

«E' differente. E' meno solido, ti lascia più spazi. Lo scorso anno sapevi che, se non facevi gol nell'unica occasione che ti concedeva in tutta la partita, non lo battevi mai».

Eppure il Real di Schuster ha appena fatto il record di punti nel girone di andata.

«Il record è arrivato perché hanno avuto la fortuna e, se vogliamo, anche la bravura di vincere cinque o sei partite nelle quali forse non meritavano neanche il pari. Adesso poi, con i punti fatti, giocano sicuri della loro forza e sono più sciolti».

E lo spettacolo promesso da Calderon con l'arrivo di Schuster?

«Lui per il momento sta ottenendo risultati grazie al lavoro che ha fatto nei rapporti all'interno dello spogliatoio. Ancora non è riuscito a concretizzare in campo le sue idee, ma è anche vero che non si può chiedere troppo ad un allenatore arrivato da pochi mesi».

Quindi la Roma se la può giocare?

«Ho visto la partita contro l'Atalanta, l'hanno trasmessa in tv prima della nostra. Anche loro hanno sofferto, non hanno brillato particolarmente, ma sicuramente la Roma è una squadra che può mettere in difficoltà il Real con il suo gioco d'attacco. Loro difendono poco. Il rischio dall'altra parte è di subire i contropiede micidiali dei vari Robinho e Raul. E' il solito discorso della coperta corta. Forse con noi hanno sofferto anche perché concediamo poco spazio al contropiede».

A proposito, la situazione di classifica al Levante è problematica.

«Era già complicata prima. Non è la partita col Real che l'ha cambiata. Il vantaggio è che ci sono tante squadre in pochi punti. Alcune di queste non sono meglio di noi e quindi si spera in un loro calo. Ma prima di tutto bisogna iniziare a fare punti».

Torniamo alla Roma. Per passare ha bisogno di vincere bene in casa. Perché lì in Spagna...

«Ma il Real gioca allo stesso modo in casa e fuori, non cambia molto. Ho visto squadre non eccezionali che hanno rischiato di vincere al Bernabeu».
 
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