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[15.02.08] - Il Romanista |
ROTTURA PARZIALE DEL LEGAMENTO CROCIATO, DOPO IL KO DEL 2004
Tommasi, altro dramma
«Mi opero, non smetto»
di Francesco Oddi
Se Ronaldo piange, Damiano Tommasi non ride: nel giorno di quella che per molti sarà l'ultima operazione della carriera del fenomeno dalle ginocchia di cristallo, il mediano del terzo scudetto giallorosso, tesserato per il Levante, annuncia l'intervento ai legamenti, e al contempo, la decisione di continuare a giocare, nonostante tutto. «Ho una rottura parziale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro - ha dichiarato il centrocampista - per un mese abbiamo cercato di applicare un trattamento conservativo per vedere se potevo sopportare la lesione, ma negli ultimi giorni non mi sono sentito bene cominciando a toccare pallone, per questo abbiamo deciso di fare l'intervento chirurgico per migliorare la situazione e poter cominciare a lavorare già per la prossima stagione». Che ancora non sa dove giocherà, visto che il suo contratto scadrà a giugno. Dopo aver espresso tutto il suo rammarico per «non potere aiutare più la squadra in questa stagione», Damiano ha fatto sapere di trovarsi «molto bene nel Levante e a Valencia. Ma io sono solo una delle due parti, ed ora il club ha molti più problemi che quello di pensare al mio rinnovo di contratto».
Ultimo in classifica con 13 punti in 23 partite, 10 in meno del Real Murcia, penultimo, il Levante sembra ormai rassegnato ad una retrocessione che forse avrebbe potuto essere scongiurata solamente con una robusta campagna di acquisti nella sessione di gennaio. Che invece è servita più che altro per far fronte ad una serissima crisi economica, lasciando liberi, in cambio della promessa di rinunciare alla causa per gli stipendi arretrati, alcuni degli elementi più importanti, come il trentaquattrenne Savio Bortolini, cinque stagioni con la maglia del Real Madrid tra il '97 e il 2002. In panchina c'è ancora l'ex tecnico del Torino Gianni De Biasi, arrivato alla settima giornata, quando la situazione, con un solo punto, era già quasi compromessa, ma il mese scorso la colonia italiana si è decisamente ridimensionata: Cirillo è tornato alla Reggina, Storari si è accasato a Cagliari, Riganò è passato al Siena. Solo Tommasi, a cui, appena arrivato, era stata consegnata la fascia di capitano, era rimasto sul ponte di una barca che sta affondando, provando a spronare i compagni, a costo di negare l'evidenza. «Io sono ottimista: abbiamo meno punti di quelli che avremmo meritato. Vedo le altre squadre e non mi sembra che abbiano qualcosa in più di noi».
Ormai non è più un problema suo: tornerà in Italia, per farsi operare a Villa Stuart dal professor Mariani, e quando sarà nuovamente a disposizione il suo contratto sarà scaduto. Una situazione che aveva già vissuto nel 2005, un anno dopo il terribile infortunio rimediato nel ritiro agli ordini di Cesare Prandelli. Roma-Stoke City del 22 luglio, sconto con Taggart, ginocchio completamente distrutto. Come «se avesse fatto nove operazioni in una» si disse all'indomani dell'intervento, anche allora effettuato da Pierpaolo Mariani. Non c'erano precedenti di giocatori tornati a giocare, lui tornò efficiente quando era già scaduto il contratto con la Roma, firmò al minimo federale il rinnovo per un anno e dimostrò di poter essere ancora utilissimo alla causa: 27 presenze e 2 gol nell'ultima stagione in maglia giallorossa, la decima, la prima saltando il ritiro precampionato, visto che fu tesserato solamente a settembre. Poi, a quel punto, fu lui a rifiutare il rinnovo con la Roma, che lo avrebbe voluto trattenere, preferendo tentare l'avventura con il Levante, che gli offriva un biennale. Ieri, nell'ennesimo momento non facile della sua carriera, ha confermato la vocazione di "anima candida", il suo soprannome più riuscito, preoccupandosi dell'infortunio di Ronaldo («Già mi ero sorpreso che era tornato a giocare dopo l'ultimo infortunio, visto che le sue armi principali sono la velocità e la forza; il suo problema alla rotula non è lo stesso mio, il suo è più grave»), quest'estate tenterà la sua seconda resurrezione, tornare in pista a trentaquattro anni compiuti.
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