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[08.04.08] - Il Romanista |
DAMIANO E LA RIMONTA SFIORATA AD ANFIELD
TOMMASI: «Io ce l'avevo fatta. Quasi»
«A Liverpool puniti da Garcia Aranda, che cambiò idea sul rigore
E Totti non giocò le due gare. Ecco perché è ancora tutto possibile»
di DANIELE LO MONACO
Chissà quanti tifosi della Roma sognano un tipo di partita all'Old Trafford che consenta alla squadra giallorossa di arrivare sullo 0-0 all'intervallo, con qualche occasione comunque costruita e qualche prodezza di Doni sulle iniziative avversarie (magari, perché no?, parando un rigore a Rooney), e poi arrivare a metà ripresa e passare in vantaggio, per poi mettere alle corde gli avversari e schiacciarli dentro la loro area e magari in un mischione vedere l'arbitro che ti assegna un rigore... Sogno? Neanche tanto. Alla Roma una cosa così è già successa. Per la precisione il 22 febbraio 2001, ritorno degli ottavi di coppa Uefa, stadio Anfield Road, avversario il Liverpool, risultato all'andata 2-0 per gli inglesi, peraltro piuttosto immeritato. Al ritorno poche occasioni, sventate dai portieri, Antonioli che para un rigore a Owen, poi segna Guigou al 25' della ripresa. E pochi minuti dopo il rigore. Peccato che poi l'arbitro cambiò idea.
Damiano Tommasi, ricordi?
«Ricordo bene. E ricordo che fu Bati paradossalmente a trarre in inganno l'arbitro. Garcia Aranda notò un fallo di mano di Babbel che Batistuta non aveva visto. Il suo timore era che l'arbitro negasse alla Roma il calcio d'angolo, quindi prese il pallone e lo portò verso la bandierina. E quindi l'arbitro cambiò la sua decisione».
Senza dare spiegazioni.
«Io ero capitano, andammo tutti a chiedere spiegazioni ma lui non motivò, o almeno io non capii. Mi ammonì, persino, forse perché lo strattonai».
Hai mai visto Garcia Aranda in Spagna? Ora è in una commissione arbitrale della Fifa.
«No, mai».
E' l'episodio più curioso cui ti sia mai capitato di assistere nella tua carriera?
«Probabilmente sì. Quella non fu una gran serata per lui, ammonì anche due volte Guigou senza espellerlo. E infatti poi fu squalificato. Alla fine fui espulso io per doppio giallo».
Diciamo la verità, a Capello l'eliminazione non dispiacque molto. Quella Roma lì doveva concentrare tutte le sue energie sul campionato. Totti era acciaccato, non giocò né all'andata né al ritorno.
«Capello non è abituato a lasciare niente per strada. Forse a lui è dispiaciuto un po' meno che ad altri, però la doppia partita ha dimostrato che volevamo passarlo noi il turno. Ma ci complicammo la vita all'andata».
Partita simile a quella col Manchester. Grande equilibrio e gol casuali.
«Sì, sbagliammo noi due cose in difesa. Sono errori che in simili competizioni si pagano caro».
Che lezione può trarre la Roma di oggi da quella partita?
«La lezione è che ancora è tutto possibile. Non bisogna dar per perso niente. Con il potenziale che ha la Roma può andare all'Old Trafford e aspettarsi il meglio. Le cose possono cambiare in pochi minuti».
Se dovessi impostarla tu, attaccheresti dal primo minuto o cercheresti di arrivare all'intervallo sullo 0-0?
«L'importante è che la Roma non snaturi se stessa. Quando la Roma forza i suoi meccanismi si complica la vita. Se gioca liberamente impostando la partita sul suo ritmo può farcela».
E' vero che gli stadi inglesi condizionano gli avversari?
«Secondo me non sono gli stadi. In certi derby anche in Italia si sentono quelle pressioni. Sono i giocatori che si trasformano, danno sempre qualcosa in più».
Come hai visto Roma-Manchester?
«Molto ha influito la preparazione della partita. Il Manchester ha rispettato molto la Roma, sapendo che a questo livello qualsiasi squadra ti può mettere in difficoltà. E' logico che la Roma per battere il Manchester deve essere al 110%, non basta neanche il 95%».
A proposito di percentuali, quante ne dai alla Roma di passare il turno?
«25%».
Non poche. E tu dove la vedrai?
«A Valencia, sono appena tornato qui, sto facendo la rieducazione».
Quando tornerai in campo?
«Va tutto secondo i tempi del crociato. Non ho fretta. Tanto posso tornare non prima della fine di questa stagione e non dopo l'inizio della prossima».
Quindi non stai pensando di smettere.
«Proprio no».
Auguri.
«Anche alla Roma».
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